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Furoshiki. Un dono, un gesto, un pensiero, un piccolo regalo. Tecnicamente un involucro di stoffa utilizzato nella cultura Giapponese per trasportare vestiti, regali o altri beni.

E noi ci abbiamo reinventato il calendario dell’Avvento ventiventi. L’essenzialità, la semplicità e la bellezza di questa tecnica, o, per meglio dire, arte, mi ha ovviamente rapita.

I furoshiki moderni sono realizzati in vari tessuti: dalla seta al cotone, dal lino fino al nylon. Non esiste una misura standard, ma nella cultura Giapponese il quadrato di cm 45 per lato è il più diffuso.

Inutile dire che l’aspetto di originalità e raffinatezza che racchiude, d’altro canto si sposa con la peculiare esigenza di sostenibilità ambientale rispetto ad altri tipi di incarti, nonché l’aspetto pratico ed ecologico del riuso, basti pensare ad un Furoshiki realizzato con un foulard.

Stoffa, forbici, qualche rametto di conifere, gli immancabili numerini da 1 a 24 (stampati rigorosamente con stampante 3D dagli uomini di casa) e una ricerca in rete per apprendere le piegature. Noi ne abbiamo affinate solo alcune, ma ovviamente ce n’è da imparare! Certo è che che non ci vuole molto a prepararlo, solo un pochina di pazienza, forbici e stoffa. Ve lo dice una che di sartoria non ne capisce proprio nulla, ma a volte basta chiudere un occhio 😉